La storia del progetto FLATIF: dall’ipotesi alla realizzazione
Il punto di partenza: una lacuna scientifica
Il progetto FLATIF nasce dalla constatazione di una significativa lacuna scientifica: l’assenza di analisi diacroniche strutturate del lessico e dei discorsi della moda, fondate su corpora digitali di ampia estensione e su un’integrazione coerente dei dati testuali e visivi. Le ricerche esistenti, spesso frammentarie o limitate, non permettevano né di cogliere in modo sistematico l’evoluzione del lessico e delle pratiche discorsive, né di comprendere nella loro globalità le dinamiche linguistiche e culturali proprie di questo ambito.
Al fine di rispondere a tale problematica, il progetto sviluppa una metodologia integrata basata sulla costituzione di un corpus digitale strutturato di riviste e cataloghi di moda, relativo al periodo 1900-1946. Concepito come una risorsa interrogabile, questo corpus consente un’analisi sistematica e diacronica dei discorsi della moda. L’approccio adottato articola diversi ambiti disciplinari — linguistica, studi culturali e digital humanities — e si avvale di strumenti avanzati di analisi dei corpora e di tecnologie di intelligenza artificiale.
Un oggetto complesso: la moda come linguaggio e cultura
La moda è stata studiata come linguaggio, sistema semiotico, oggetto culturale e tecnico, nonché insieme di pratiche. Tuttavia, l’articolazione tra testi, immagini e contesti socioculturali rimaneva ancora poco esplorata, così come l’impiego di strumenti digitali per porre in dialogo lingua, oggetti, storie e simboli della moda.
Un approccio innovativo
Il progetto FLATIF propone di analizzare la terminologia e le forme di comunicazione della moda a partire da fonti autentiche — riviste e cataloghi — in una prospettiva diacronica. Esso si fonda sulla costituzione di un corpus digitale strutturato che copre il periodo 1900-1946, concepito come una risorsa interrogabile per lo studio sistematico dei discorsi della moda.
L’approccio adottato combina metodi linguistici, studi culturali e digital humanities, integrando strumenti di intelligenza artificiale per l’analisi dei dati testuali e visivi. In questo contesto, il progetto utilizza in particolare due strumenti complementari: la base terminologica ModTERM, dedicata all’analisi lessicale e terminologica, e la piattaforma ModScape, che consente l’esplorazione delle immagini attraverso funzionalità di riconoscimento, ricerca per similarità e analisi semantica. L’integrazione di questi strumenti rende possibile un’analisi congiunta delle dimensioni lessicali, semantiche e visive, offrendo così una comprensione approfondita delle relazioni tra le forme linguistiche e le loro rappresentazioni nelle pratiche della moda.
I risultati attesi includono la messa a disposizione di un corpus digitale strutturato, di un insieme di risorse terminologiche e di piattaforme di analisi integrata. Tali realizzazioni costituiscono la base per avanzamenti scientifici più ampi, consentendo di rinnovare lo studio del lessico della moda, di individuarne le evoluzioni nel tempo e di analizzare le interazioni tra linguaggio, immagini e contesti socioculturali.
Un contributo scientifico
Questo approccio consente di studiare congiuntamente le dimensioni lessicali, semantiche e visive, e di individuare le evoluzioni del discorso della moda nel tempo. Il progetto analizza il modo in cui il lessico e le pratiche discorsive sono plasmati dai contesti storici e socioculturali, nonché le modalità con cui tali trasformazioni possono essere esaminate in modo sistematico grazie a metodi digitali e a strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
In tal modo, FLATIF contribuisce a rinnovare la comprensione della moda come patrimonio al tempo stesso culturale e linguistico, articolando analisi linguistica, studi visivi e approcci di digital humanities. Il progetto propone un quadro metodologico integrato, riproducibile ed estensibile, aprendo prospettive di ricerca verso altri ambiti, in particolare quello delle arti decorative.
L’impatto del progetto si articola su più livelli. Sul piano scientifico, esso contribuisce al rinnovamento degli studi sulla moda in quanto patrimonio culturale e linguistico, attraverso l’integrazione delle digital humanities e dell’intelligenza artificiale. Sul piano metodologico, offre un modello adattabile e trasferibile ad altri periodi storici, ad altre lingue e ad altri ambiti.
Infine, il progetto prevede azioni di disseminazione e valorizzazione attraverso lo sviluppo del portale open access ModArchive, la pubblicazione di contributi scientifici e il coinvolgimento di diversi pubblici — ricercatori, studenti e professionisti del settore. Questa strategia mira a favorire il trasferimento delle conoscenze e a rafforzare i legami tra ricerca accademica e pratiche contemporanee, contribuendo così all’innovazione nel settore della moda, in particolare in termini di creatività, sostenibilità e inclusività.

